CREAZIONE DI MONETA E BENESSERE SOCIALE

CREAZIONE DI MONETA E BENESSERE SOCIALE

Codice prodotto CMBS
Categoria ECONOMIA MONETARIA

Condividi

Hai delle domande ?

 
pin it

Creazione di Moneta e Benessere Sociale


Contributo alla formulazione di una teoria della spesa pubblica finanziata mediante emissione di nuova moneta, senza creazione di indebitamento e senza aumento della pressione fiscale, in un contesto di politiche economiche anticicliche.


Scarica la monografia: clicca qui!


INDICE SOMMARIO


Presentazione. 3

Premessa. 7

1. Moneta come contenitore di valore e suo potere d'acquisto. 9

2. La funzione monetaria delle banche, mercati finanziari e crisi economiche. 13

3. Il modello mercantilista, concorrenza fra le nazioni e  deficit finanziari 19

4. Il nuovo ruolo delle banche centrali 25

5. Politica monetaria e politica fiscale: necessità di una loro unificazione. 28

6. Creazione di moneta e spesa pubblica. 31

7. Conclusioni: moneta politica e paradigma del debito. 35


Presentazione

“Creazione di Moneta, Spesa pubblica, Politiche fiscali e Benessere sociale” desidera essere un piccolo contributo di riflessione sull’attuale situazione di difficoltà in cui versano diversi paesi, con particolare riferimento al contesto europeo, e su quella che può essere una nuova chiave di analisi utile al superamento dell’attuale crisi economica e sociale.

L’idea di fondo, che guida la lettura di questo lavoro, risiede nella constatazione che le entità di tipo statuale (siano esse nazionali che sovra nazionali) devono poter utilizzare, in modo congiunto e coordinato, le due principali leve di politica economica che hanno a disposizione e, cioè, la leva monetaria e quella fiscale.

Lo scopo è di mantenere e favorire un benessere economico, non fine a se stesso, ma, invece, rispettoso della sua primigenia finalità, che è quella di soddisfacimento dei bisogni umani e sociali.

Le dinamiche economiche degli ultimi decenni, oggi, mostrano in modo chiaro come, invece, lo sviluppo dei mercati, (e delle conseguenti relazioni economiche), siano stati guidati da logiche finanziarie e politiche commerciali competitive, che hanno portato ad un progressivo impoverimento sociale ed indebitamento degli stati.

Le “soluzioni”, che attualmente vengono proposte ed auspicate dagli organismi internazionali, per superare tale Stato di crisi, fanno leva sulla c.d. austerità, quale unica ricetta e strada verso il risanamento.

Viene spontaneo, però, chiedersi di quale risanamento si parli: i tagli alla sanità, all’istruzione, alle pensioni, insomma, i tagli a quelle spese che danno motivo di esistere ad uno Stato (concepito quale ente esponenziale degli individui cui ad esso appartengono) non possono che, alla fine, impoverire il tessuto sociale, sia da un punto di vista economico che di relazioni umane, svuotando pericolosamente di significato la ragion d’essere di un vivere civile coeso e solidale.

L’austerità, (da non confondersi con la prudenza e saggezza economica, finalizzate ad evitare sprechi nella spesa pubblica), sembra venire imposta al solo o principale fine di poter ripagare i debiti generati da un sistema finanziario deregolamentato e da modelli mercantilisti perseguiti senza considerare il vero bene complessivo delle nazioni.

Ecco che, allora, unificare, in capo allo Stato (inteso anche quale entità sovra nazionale) le due politiche, fiscale e monetaria, come sue importanti prerogative, significa restituire al medesimo quella dignità e funzione sociale essenziali alla sua stessa esistenza; tanto che esso, in talune particolari situazioni di crisi socio economica, possa anche giungere a “spezzare il criterio o paradigma del debito”, al fine di favorire e garantire, per quanto possibile, un’esistenza libera e dignitosa degli individui.

Mauro Franchi

Gli utenti registrati possono condividere la loro esperienza avuta con questo prodotto/servizio. Registrati per accedere a tutti i benefici riservati agli utenti registrati o clicca su login se sei già registrato.


fbq('track', 'AddToCart')