Juris Mind audio lezioni diritto - ACCERTAMENTO: La responsabilità fiscale dei soci

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sociSappiamo che gli amministratori, i soci, i liquidatori, assumono una precisa responsabilità patrimoniale nei confronti del fisco, scaturente dalle somme percepite, in particolare, in virtù di procedure di liquidazione relative alle società di capitali partecipate.

Tale responsabilità, prevista dall’art. 36 del Dpr 602/73, è molto spesso sottovalutata anche se la conseguenza che ne possono derivare sono alquanto pesanti. In particolare la disposizione prevede che i soci o associati che hanno ricevuto negli ultimi due periodi precedenti la messa in liquidazione o durante la liquidazione, denaro o altri beni, sono responsabili del pagamento delle imposte dovute dalla società, nei limiti di quanto ricevuto.

La Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, affrontando un caso del genere, (sentenza n. 111/3/2014), ha avuto modo di precisare che per poter far valere tale responsabilità sussidiaria nei confronti dei soci, amministratori e liquidatori, è necessario che il debito tributario fosse, al momento della distribuzione o, quanto meno, prima della chiusura della liquidazione, già acclarato in qualche atto impositivo o, comunque, in via di accertamento, non valendo, quindi, allo scopo, gli accertamenti emanati dopo che la società sia estinta.

In effetti, una lettura ragionevolmente orientata della norma non può portare a conclusioni diverse. Da un lato essa è costruita per la così detta “family company”, ossia per le realtà a ristretta base societaria, ove vi sia un “canale corto” fra società e socio e dall’altro, la certezza dei rapporti giuridici tributari, certamente, esige che i debiti fossero già determinati o quanto meno contestati. E’ anche evidente, poi, che deve essere tutelata la posizione del socio contribuente, veramente terzo rispetto alla società, ed in buona fede.

Anche in questo caso, però, ciò che più conta è il non assumere rigidamente determinate posizioni, quanto piuttosto cercare di valutare la sensatezza del caso concreto. Infatti, se vengono scoperte da parte del fisco le prove tangibili e “tracciate finanziariamente” di una evasione finita nelle tasche dei soci, diventa difficile per costoro difendersi, a parità di altre condizioni, ovviamente.

Mentre, all’opposto, diventa difficilmente sostenibile a favore del fisco, un percorso accertativo postumo, (cioè post cancellazione società dal registro imprese), che miri finalisticamente a far valere la responsabilità sussidiaria dei soci, basato sulla così detta “contestazione giuridica del dichiarato” oppure facente leva su valutazioni, comunque soggettive, (ad esempio valutazione delle rimanenze), così come poggiante su “pseudo errori” relativi, magari, al criterio di competenza od imputazione temporale dei componenti di reddito.

 

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